Callegari: una storia industriale italiana

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Il nome Callegari non è sempre stato associato al settore nautico; le sue origini affondano in un percorso industriale ben più ampio e articolato. Si tratta di una storia profondamente italiana, che intreccia impresa, territorio e capacità di adattamento nel corso delle generazioni.

Ripercorreremo questo cammino attraverso una serie di approfondimenti dedicati, illustrando come un’azienda inizialmente impegnata nella produzione di sacchi e copertoni per l’agricoltura sia progressivamente diventata un riferimento nel panorama nautico internazionale.

Un’evoluzione maturata attraversando conflitti, trasformazioni economiche e scenari complessi, sempre con la capacità di riconfigurare processi e tecnologie in funzione delle esigenze del tempo.
Oggi, grazie a una recente acquisizione e ad un rebranding di ampio respiro, Callegari vive una nuova fase di rilancio. Un percorso che culmina nello sviluppo di un maxi rib e di una gamma evoluta, capace di coniugare tradizione costruttiva e innovazione aerospaziale.

Ma per arrivare a questo traguardo, serve partire dall’inizio.

La “Saccheria Ravennate”: l’intuizione giusta

Fondata a Ravenna nel 1906 come “Saccheria Ravennate Callegari & Ghigi”, l’azienda opera inizialmente nel settore agricolo producendo sacchi, copertoni e telonerie.

Già nei primi decenni di attività, emerge però una forte attenzione verso lo studio dei materiali impermeabilizzanti e delle lavorazioni tecniche.

È una scelta estremamente avanzata per l’epoca.

L’ingresso del chimico Enrico Levi porta alla nascita del primo vero laboratorio interno dedicato allo sviluppo di mescole, processi di tintura e tecnologie per la vulcanizzazione della gomma.

È qui che Callegari inizia a costruire il proprio know-how tecnico.

Resilienza aziendale durante la Grande Guerra

Il piano industriale varato dalla nuova proprietà è totalmente incentrato sull’innovazione e sulla verticalizzazione dei processi produttivi. Aviorec sta applicando per Callegari standard e metodologie tipiche del compartoaerospaziale:

  • Materiali d’Avanguardia: ampio uso di materiali compositi avanzati, tra cui
    spiccano la fibra di carbonio pre-impregnata lavorata in autoclave.
  • Produzione In-house: verticalizzazione di tutte le fasi produttive come
    scelta strategica, portandole in-house nel nuovo stabilimento. Questo
    permette un’ottimizzazione dei passaggi, una riduzione dei tempi di
    costruzione e, di conseguenza, dei tempi di consegna.
  • Processi Certificati: rinnovamento completo dei cicli produttivi,
    implementando sistemi di qualità certificati 9100, garanzia di un controllo
    meticoloso in ogni fase della costruzione.

L’immediata ricaduta di queste scelte ingegneristiche si vedrà nella costruzione della nuova gamma di RIB, a partire dagli scafi, che saranno caratterizzati da una eccezionale combinazione di leggerezza, rigidità e silenziosità durante la navigazione. Tutta questa tecnologia si fonderà perfettamente con la sapienza tradizionale e artigianale che da quasi un secolo è il tratto distintivo di Callegari.

Gli anni ’50 e l’evoluzione industriale

La fine della guerra, pur portando con sé la pace tanto attesa, non significò per la Saccheria un periodo semplice. Al contrario, l’improvviso crollo della produzione di forniture militari creò non poche difficoltà, mettendo in discussione la stabilità dell’azienda e la continuità del lavoro. Fu in quel momento che Costantino Callegari seppe ancora una volta dimostrare intuito imprenditoriale e capacità di adattamento: invece di subire passivamente la crisi, seppe trasformarla in un’opportunità.

L’inizio degli anni ’60 rappresenta uno dei momenti più importanti nella storia del marchio.

Antonio Zaccaria, direttore tecnico di stabilimento di quel decennio, porta in laboratorio un semplice materassino gonfiabile con l’obiettivo di studiarne la struttura e trasformarlo in qualcosa di completamente nuovo.

Il problema tecnico è complesso: come trasformare superfici bidimensionali in una struttura pneumatica tridimensionale capace di affrontare il mare?

Nascono così i primi battelli pneumatici Callegari.

La competenza sviluppata negli anni sulla gommatura dei tessuti e sulla qualità dei collanti permette ai primi prototipi di sopportare carichi e sollecitazioni sempre maggiori.

Quando vengono installati i primi motori fuoribordo, il comportamento del battello sorprende gli stessi progettisti: la struttura regge perfettamente la planata e apre la strada a una nuova idea di navigazione pneumatica.

Il gommone Callegari nasce quindi come come risultato diretto di anni di ricerca sui materiali, sulle geometrie e sulle tecnologie di trasformazione industriale.

Zattere di salvataggio e ingegnerizzazione nautica

Negli anni Sessanta, la presenza di Callegari al Salone Nautico di Genova segna un passaggio fondamentale nella sua evoluzione verso il mercato nautico internazionale.

È proprio in questo contesto che l’azienda entra in contatto con una realtà britannica specializzata in dispositivi di sicurezza in mare, avviando la produzione di zattere di salvataggio autogonfiabili su licenza inglese.

Per Callegari non si tratta soltanto di una nuova linea produttiva, ma di un vero salto tecnologico.

La realizzazione di queste strutture richiede infatti competenze avanzate in ambito pneumatico, sistemi di gonfiaggio rapido, valvole, bombole, contenitori in vetroresina e protocolli di collaudo particolarmente rigorosi.

Il rispetto di standard tecnici elevati porta i laboratori Callegari ad affinare ulteriormente processi, materiali e controlli di sicurezza.

Questo know-how diventerà una base decisiva per lo sviluppo dei battelli pneumatici, trasferendo nel mondo dei gommoni una cultura progettuale fondata su affidabilità, resistenza e precisione costruttiva.

Hypalon, PVC e nuovi polimeri

Tra gli anni ’70 e ’80 la ricerca si concentra sull’introduzione di nuovi materiali sintetici.

Callegari sviluppa lavorazioni avanzate su Hypalon-Neoprene per i battelli di fascia alta e amplia le linee di spalmatura PVC attraverso impianti industriali sempre più sofisticati.

Parallelamente vengono introdotte tecnologie di saldatura ad alta frequenza per i tessuti plastificati, migliorando precisione, resistenza e continuità strutturale delle lavorazioni.

Anche in questa fase l’azienda continua a investire costantemente nello sviluppo dei materiali compositi e dei processi produttivi.

Dal know-how storico all’aerospazio

Oggi il nuovo corso Callegari riparte esattamente da questa eredità tecnica e industriale.

L’integrazione con Aviorec Composites e il trasferimento di competenze provenienti dal settore aerospaziale rappresentano infatti una naturale evoluzione di una cultura aziendale da sempre orientata alla ricerca.

Materiali compositi avanzati, carbonio preimpregnato, lavorazioni con tecnica ad infusione sottovuoto, simulazioni CFD e controllo strutturale non sono una rottura con il passato.

Sono la prosecuzione contemporanea di un percorso iniziato oltre cento anni fa.

Perché la storia di Callegari non è soltanto una storia nautica.

È la storia di un’azienda che ha sempre cercato di capire come migliorare materiali, strutture e processi per costruire qualcosa di più evoluto.

Ed è proprio questa attitudine alla ricerca che continua ancora oggi a definire il futuro del marchio.